Racconti Brevi
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Nel cuore della vecchia Londra molte strade finiscono così, interrotte da un muro in pietra. Percorsi stretti, senza uscita, dove condurre le vittime. Trappole già pronte dentro le quali qualsiasi corsa può solo terminare. Nel cuore della vecchia Londra molte vite finiscono così, in fondo a un vicolo cieco. E la tua è una di quelle. - Se va avanti così in meno di sei mesi non avremo più un lavoro. L’ispettore Gordon sputò sul marciapiede il mozzicone di sigaro martoriato dai grossi molari. - Parlate per voi sergente. Io non sono disposto a farmi licenziare a causa di nessuno. - Non si tratta di farsi licenziare. Tra poco non ci saranno più delinquenti perché La Tigre li avrà uccisi tutti. Il drappo arancio con la tigre dalle fauci spalancate, inzuppato dall’umidità densa della nebbia, aderiva al volto del cadavere ai piedi dei due poliziotti. - Quanto diavolo ci mette ad arrivare il coroner. Scott si strinse nei galloni da sergente cuciti sull'uniforme di Scotland Yard - Non che serva a molto -...
ONORIO GIOCA A CALCIO Il torneo dei bar di Tombolo non era un semplice torneo di calcio, ma una specie di cerimonia di iniziazione. Era il modo migliore per presentarsi, ed era pacifico che i partecipanti dovessero dare tutto: gambe, cuore, polmoni e anima. I Tombolani giudicavano un uomo da come giocava a calcio, e Onorio pensava che se avesse giocato bene sarebbe stato finalmente compreso ed apprezzato dai suoi compaesani. La prima partita doveva essere appunto tra la squadra del bar Centrale e quella di Kino. Onorio si preparò per tempo: non voleva dare nell'occhio e non disse nulla a casa. Se suo padre fosse andato a vedere la partita, sarebbe stata un'autentica sciagura. Prese così a prestito un paio di scarpe da calcio vecchissime e, dopo cena, corse come una schioppettata al patronato. Assiepato ai bordi del campetto vi era il pubblico delle grandi occasioni. Onorio si unì subito ai compagni e raggiunse lo spogliatoio. Tutti erano nervosi e consapevoli che quella prova sarebbe stata importante e definitiva. Nessuno parlava, tutti erano tesi e concentrati. Un vero rito di iniziazione sarebbe stata quella partita, altro che due calci al...
- E’ uscita fuori una cassa intera, brindiamo dai! - Un giorno all’altro ci arresteranno per le tue cazzate! - Arresteranno te, che non sei buono nemmeno a scappare. - Sei bravo tu, a bere birra. - Cin cin! Dì, e la medaglietta? Dove l’hai messa? - Non lo so – rispose Simone – l’avrò buttata da qualche parte. Non era vero. L’aveva conservata nel cassetto del comodino, sotto alla biancheria, quasi a voler avere la scusa di tornare a guardarsela ogni giorno. Certe mattine la teneva sul palmo della mano per interi minuti e la fronte gli si aggrottava. Poi, di colpo, la richiudeva nel cassetto, come quando non si riesce a risolvere un’operazione, che lì per lì sembra facile, e si appallottola il foglio quadrettato per non pensarci più. Ma ci sarebbe ritornato, come si ritorna sempre ai problemi di cui si conosce già il risultato finale, ma non il modo per ottenerlo. Simone avvertiva di aver il risultato a portata di mano, era tutto il resto a sfuggirgli. Quella sera ci sarebbe stata la festa indetta dal sindaco per festeggiare la sua...
Lo aveva visto spuntare da dietro il curvone della casa sulla collina, seguiva con il dito la macchia bianca che sfrecciava tra gli alberi: tre minuti e sarebbe arrivato, come da accordi. A giugno maturavano le ciliegie e, come pallottole insanguinate, le si potevano trovare schiacciate sull’asfalto. Chi passava per strada, vedendole, pensava: l’estate è arrivata. Indossava una maglietta bianca, senza scritte, né disegni, strappata sul fianco sinistro. - Che hai fatto alla maglia? – gli aveva chiesto Simone. - Niente, un ramo di spine. - Corri troppo vicino ai muretti con questa moto. - Dai, andiamo, è ora. Era montato sulla vespa ed erano partiti. L’aria, passando attraverso la fessura della maglietta di Tonio, gli risaliva sulla pelle, pizzicandogli il petto. Simone non aveva strappi, era qualcos’altro che a lui pungeva il cuore. Gli sbalzi delle ruote sui ciottoli gli impedivano di vedere nitidamente i profili delle montagne, i rigagnoli, le case, il paese vecchio arroccato. Tutto gli appariva confuso, ma di quella confusione leggera che ti scalda insieme al sole che tramonta e ti fa quasi addormentare, con lui. - Sei pronto? –...
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